Bari: di leggenda in leggenda, alla scoperta dei suoi angoli più belli

Itinerario per Bari, una città piena di leggende, tutte da scoprire

Una città votata al sole, al mare, allo street food e all'ironia disarmante dei suoi abitanti. Bari, città troppo spesso solo di passaggio, merita una lunga sosta alla scoperta del suo labirintico centro storico, della sempre più vivace scena culturale e, dulcis in fundo, delle note tipicità gastronomiche: dalle orecchiette ai panzerotti, dalla “tiella” alla focaccia. Ogni singola pietra del borgo antico custodisce antiche leggende che si tramandano da secoli, leggende dalle quali partire per scoprire alcuni degli angoli più belli della città.

ALT FOTO BARI

Un alternative tour che inizia nel cuore del centro storico e da un amore osteggiato. Raggiungiamo Strada Meraviglia e il simbolo di una storia alla Romeo e Giulietta ma dal lieto fine, l'Arco dei Meravigli. Protagonisti di questa antica leggenda due ragazzi uniti da un amore intenso e passionale, una famiglia che li ostacola, un arco costruito in una sola notte per consentire il passaggio da una finestra all'altra dei due innamorati. Un arco in una notte, di qui la meraviglia da cui prende il nome. La realtà nella leggenda vuole che la famiglia proprietaria del palazzo, effettivamente esistita e trasferitasi a Bari intorno al XVI secolo, si chiamasse proprio Meraviglia.

 

bari testa del turico

 Poco più avanti troviamo Strada Zeuli, uno dei vicoli più suggestivi del centro storico, che permette di raggiungere dal centro uno dei simboli della città, la Basilica di San Nicola. La seconda leggenda ha per protagonista la famosa “colonna rosa”: si narra che durante la costruzione della Cripta che avrebbe ospitato le reliquie del santo, dei marinai videro questa colonna nelle acque di Bari, ma fallirono diverse volte nel tentativo di prenderla. La notte della reposizione delle reliquie la città fu svegliata dal suono delle campane e da una visione incredibile: San Nicola che, aiutato da due angeli, riponeva la colonna nella cripta. Nell'antica tradizione di Bari Vecchia, le ragazze in cerca di marito, la notte del 6 dicembre, devono fare almeno 7 giri intorno a questa colonna (10 nel caso si cerchi un marito benestante). Dal 2007, però, per questioni di sicurezza, la colonna è stata fissata al muro e messa in protezione da una grata di ferro; le irriducibili continuano a toccarla e a consolarsi con una tazza di cioccolata calda, famoso post rito barese della notte del 6 dicembre.

 

 

Salutiamo la Basilica e raggiungiamo Strada Quercia n°10 (Corte Middorusso, nei pressi della Piazzetta 62 Marinai) e la “Testa del Turco”. Protagonista Mufarrag, l'emiro arabo che voleva imporre la religione islamica ai baresi; nell'intento di riconquistare il favore del popolo, perso dopo tale imposizione, Mufarrag decise di misurarsi con un evento terribile che si verificava la notte del 5 dicembre, quando si diceva che uscissero per strada due befane, una buona e una cattiva. La cattiva era Befanì, donna malefica che decapitava con la una falce tutti quelli che ostacolavano il suo cammino. Appellando i baresi come fifoni, si armò di corazza e scimitarra e scese in strada. Ma a nulla servì il suo coraggio: Mufarrag fu decapitato da Befanì e la sua testa rotolò per i vicoli della città vecchia fino a conficcarsi nell'architrave di Strada Quercia, in cui oggi troviamo una scultura a memoria dell'intera vicenda.

 

Bari, basilica di San Nicola

 

Perdiamoci tra vicoli ed edicole devozionali, antichi forni e profumo di ragù, fino a raggiungere Piazza dell'Odegitria, nei pressi della Cattedrale di San Sabino. Qui avrebbe vissuto il protagonista di una leggenda noir dai risvolti macabri, Giovanni, impiccatosi all'età di trentanni. Si racconta che raggiungendo l'abitazione dello sfortunato ragazzo e gridando “Giovanni lancia il cappio”, si vedrà scendere dalla finestra la corda utilizzata dall'uomo per uccidersi.


Bari colonna rosaDopo una visita alla Cattedrale, una pausa panzerotto dal vicinissimo Cibò e una sosta obbligata a U'Marnarid (storico negozio di dolciumi), è arrivato il momento di visitare il Castello Svevo. Nelle immediate vicinanze troviamo l'Arco della Masciara, secondo la leggenda un tempo abitato da masciare e fantasmi.

Lasciamo il centro storico e percorriamo Corso Vittorio Emanuele, una delle vie più animate della movida barese, fino a raggiungere la Chiesa di San Francesco in Piazza Garibaldi. In città si racconta che la notte tra l'1 e il 2 novembre, un misterioso cavaliere abbia l'abitudine di girare a folle velocità intorno alla chiesa in sella al suo cavallo. Secondo la leggenda si tratterebbe dello spirito di un piromane che nel 1846 diede fuoco alla chiesa. Di leggenda in leggenda la visita di Bari non può che concludersi al tramonto, davanti al mare, su una delle panchine del Lungomare più lungo d'Italia.

Roberta Longo

 

  Giornalista, Social Media Manager e Travel Writer, nel 2010 ho fondato il travel blog Infoturismiamoci.com. Orientata al turismo sostenibile e responsabile, amo sperimentare percorsi alternativi, autentici, lontani dal “rumore” del turismo di massa. Alla continua ricerca di un local expert che mi permetta di vivere la destinazione da insider, onoro sempre lo street food locale. Roberta è blogger del #TBnet ed esperta di viaggi HomeAway.

 

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