Aeroporto più vicino
: Brindisi
a 90
chilometri
Traghetto più vicino
: Brindisi
a 90
chilometri
Stazione più vicina
: Gagliano del Capo
a 2
chilometri
Autostrada più vicina
: Bari
a 200
chilometri
Spiaggia più vicina
: Pescoluse, Torrevado
a 9
chilometri
Barpub
: Gagliano del Capo
a 2
chilometri
Restaurant
: Gagliano del Capo
a 2
chilometri
Automobile: consigliata
Gagliano del Capo è un comune italiano di 5.435 abitanti[2] della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nell'estremità meridionale del Salento, a 63,9 km dal capoluogo provinciale[3], comprende anche le frazioni di Arigliano e San Dana. Include l'ultimo tratto della costa orientale della penisola salentina.
TERRITORIO
Il centro abitato sorge a 144 m s.l.m. e si adagia nell'avvallamento delimitato dalle sue alture denominate 'Monte Tumasi' e 'Monticelli'. Il territorio comunale si estende fino alla costa e comprende le frazioni di Arigliano e San Dana e la località Ciolo caratterizzata da un'alta insenatura rocciosa e dall'amenità di alcune grotte marine di notevole interesse storico-artistico e paesaggistico. Dall'ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.
Confina a nord con il comune di Alessano, a est con il Mar Ionio, a sud e a ovest con il comune di Castrignano del Capo.
IL CIOLO
Il Ciolo è un profondo canyon scavato nel corso dei millenni dalle acque meteoriche. Il nome deriva dalle gazze ladre, dette Giole o Ciole nel dialetto salentino, che abitavano la zona fino a pochi anni fa.
L'alto costone roccioso è ricoperto dalla vegetazione sempreverde della macchia mediterranea e da piante autoctone come il Fiordaliso del Capo di Leuca e alcune specie di orchidee selvatiche. La presenza di numerose grotte, protagoniste di ritrovamenti fossili e ceramici, fanno dedurre che la località fu abitata sin dal Neolitico e dal Paleolitico. La Grotta delle Prazziche, lunga 42 metri e larga circa 6, ne è un esempio. In essa i numerosi rinvenimenti hanno riportato alla luce pezzi di ceramica, di manufatti del periodo litico e resti di fauna comprendente anche rinoceronti.