Santa Maria Navarrese offre un paesaggio caratterizzato dalla tipica macchia mediterranea, che si riflette nelle acque trasparenti del suo piccolo golfo. Il paese, costruito dalla popolazione di Baunei dopo il 1950, conserva un nome antico e ancora misterioso, legato alla storia lontana del medioevo ed alla leggenda. Il simbolo di Santa Maria Navarrese è la chiesetta medievale che si trova al centro della piazza, circondata da maestosi olivastri millenari.
Questa chiesa, secondo appunto la leggenda, è stata fatta costruire poco dopo l'anno 1000, dalla Principessa di Navarra, proveniente dall'omonima regione spagnola, in onore della Vergine per essere sopravvissuta al naufragio della sua nave. Un'altra testimonianza delle antiche origini di Santa Maria Navarrese è la torre spagnola, vecchia postazione d'avvistamento contro le incursioni saracene del XVII secolo.
Santa Maria Navarrese ha un porticciolo turistico, dal quale soprattutto nel periodo estivo, piccole e grandi imbarcazioni turistiche permettono di visitare circa 40 km di costa, tra i più belli e incontaminati del Mediterraneo. Tra i luoghi più conosciuti: Cala Follò, Cala Goloritzè, Cala Luna, Spùligi de Nie (Cala Mariolu) e Cala Sisine.
Il moderno Porto Turistico di Baunei e S. Maria Navarrese è stato inaugurato nel 1998, un rifugio sicuro ed accogliente nella Costa orientale della Sardegna che può ospitare fino a 340 imbarcazioni con una lunghezza massima fino a 30 metri. Il personale è competente e cordiale e la varietà dei servizi offerti sono in grado di soddisfare le diverse esigenze dei diportisti.
Il moderno Porto Turistico di Baunei e Santa Maria Navarrese inaugurato nel 1998, è un rifugio sicuro ed accogliente nella Costa orientale della Sardegna che può ospitare fino a 340 imbarcazioni con una lunghezza massima fino a 30 metri.
Il personale è competente e cordiale e la varietà dei servizi offerti sono in grado di soddisfare le diverse esigenze dei diportisti. Dal giugno 2005 inoltre il Porto è stato dotato del 'Pequod', il sollevatore per consentire l'accesso a bordo delle persone diversamente abili, diventando così il 'primo porto accessibile' della Sardegna.
Nel 2007 per la terza volta consecutiva il Porto Turistico ha ottenuto il prestigioso riconoscimento Bandiera Blu degli approdi turistici, che si assegna per qualità dell'approdo, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale ed informazioni.Il porto ogni anno incrementa le sue presenze grazie sia alla qualità dei servizi che offre sia al magico scenario in cui è ricavato, una piccola cala con vista sulla torre Saracena di Santa Maria Navarrese e la sua spiaggia.
Centro turistico di Santa Maria Navarrese.: Il centro turistico di Santa Maria Navarrese offrono tutti i servizi come gite in barca lungo la costa, a piedi oa cavallo Montagna (Supramonte o Baunei - Altopiano del Golgo), free-climbing, visite guidate alla Grotta del Fico (grotta Fig) e Miracle Cave , ristoranti e pizzerie, chioschi lungo la, spiagge discoteche e quant'altro si può immaginare come un centro immersioni e attrezzature per la pesca. Santa Maria Navarrese sorge su un punto strategico Tutti che conferiscono una suggestiva vista e vicinanza al mare e il Supramonte.
L'area del Supramonte Rappresenta un punto di partenza per percorsi diversi attraverso Tutti che si possono raggiungere le insenature e anche un luogo dove si può ammirare la morfologia strana del territorio, gli insediamenti primitivi, animali selvatici che vivono lì e tutte le opere connesse ai nuraghi età e così via.
Le origini del paese.: Le origini del borgo sono molto antiche e questo fatto può essere confermato da Chiesa di Santa Maria, costruita nel XII secolo, l'antica torre costruita sulla costa da aragonesi, alcuni edifici e un antico pozzo. La leggenda dice che è stato chiamato dopo la chiesa questo è il re di Navarra, figlia di sopravvissuti a un naufragio e ottenuto a terra, dove il santuario è stato costruito. La chiesa ha una navata centrale e due laterali, con capriate in legno, una semplice facciata e un campanile a vela. L'originale struttura romanica irrimediabilmente cambiato Has Been restauri iniziati costantemente i secoli. Accanto alla chiesa, ci sono alberi secolari di oliva anno Tutti che danno alla piazza un colore verde che si mescola con l'azzurro del cielo e le acque cristalline. C'è un albero di ulivo che possono essere distinti dagli altri sia per la sua dimensione e la storia perché è stato piantato nel stesso periodo in cui fu costruita la chiesa. Vicino alla città, proprio di fronte al mare, c'è una torre spagnola che appartiene al XVIII secolo, chiamati Saraceni 'torre.
Il trekking più selvaggi e belli d'Italia.: Selvaggio Blu - Wild copertina blu con il punto di partenza a Santa Maria Navarrese: il trekking più selvaggi e più belli d'Italia. 6 giorni in terreno accidentato che si snoda lungo il Golfo di Orosei. Evidenzia viaggio dormire sotto le stelle si affaccia sul Mar Mediterraneo. Hike e fare il bagno a Cala Goloritze, una delle spiagge più belle della Sardegna. Godetevi la vista spettacolare del Golfo di Orosei dalla cima di Punta Salinas.
Definito come selvaggia il più popolare in Italia, 'Selvaggio Blu' è probabilmente anche la più originale e bello. Le valli nell'entroterra di Open loro modo di plasmare il Mar belle cale in cui si sarà in grado di aggiornare quasi ogni giorno. Che questa tensione va dalla città di Santa Maria Navarrese alla spiaggia di Cala Luna, da sud a nord segue la linea di costa di una delle più belle del golfo il mare Mediterraneo: il Golfo di Orosei. I panorami e scenari offerti non possono essere trovati in altri luoghi della Sardegna.
E' incastonata entro una verde conca ricca di olivi, fichi, olivastri e carrubi, bagolari e una folta macchia mediterranea.
Prende il nome dalla Chiesa fatta edificare nel 1052 dalla Principessa di Navarra, figlia del Re Garcia Sanchez V, probabilmente scacciata o fuggita per un peccato d'amore o per intrighi di corte, che volle ringraziare la Madonna per essere scampata ad un naufragio nei pressi dei temutissimi 'Monti Insani' ora Monte Santo.
Secondo un'altra versione, la principessa venne rapita e costretta ad approdare in Ogliastra dopo che la nave che l'ospitava aveva superato a stento una tempesta.
Secondo la leggenda che sconfina con la storia la principessa ed il suo seguito partirono successivamente verso la penisola del Sinis.
La sua vicenda resta ancora misteriosa, tra la storia nebulosa del medioevo e la leggenda. La Chiesa originaria aveva una sola navata. Successivamente fu prima allungata e poi allargata aggiungendo le due navate laterali che presero il posto delle preesistenti 'Cumbessias' che i locali chiamano 'Errebustus'.
Questa piccola graziosa Chiesa, che sorge tra il verde entroterra ed il mare è costruita in pietrame e mattoni. Il tetto è a due spioventi coperti da coppi e sorretto da otto capriate di ginepro.
Assolse anche funzioni civili e politiche e fu sempre oggetto di attenzione e devozione da parte del popolo ma anche da parte dei giudici e dei nobili che fecero ricche donazioni in suo favore.
La Chiesa Parrocchiale è dedicata alla Beata Vergine Assunta e la sua edificazione risale al secolo XI (1052 o, secondo altri, 1065) ad opera di una Principessa di Navarra che fece naufragio sulla spiaggia vicina e la costruì come ex voto per lo scampato pericolo.
Questo tempio, fin dai tempi antichissimi, è stato oggetto di particolare devozione, come dimostrano i lasciti di Arzocco (1162 - 1164). La struttura architettonica dell'edificio ha subito nei secoli delle importanti modifiche. Originariamente aveva tre navate, divise tra loro da quattro arcate, sostenute da pilastri aventi una forma abbastanza rara; la navata centrale sovrastava le altre e si concludeva con una piccola abside semi circolare che aveva in alto delle finestrelle che in qualche modo illuminavano l'ambiente. La copertura era realizzata con tetto a capanna
sostenuto da capriate di ginepro e tegole di laterizio che poggiavano direttamente sull'incannicciato, secondo la tradizione locale. Sui trattava dio un impianto semplice ma completo che ha subito in epoca successiva notevoli ampliamenti. A lato delle navate minori furono aggiunte le Cumbessias, la Chiesa fu allungata di due arcate e s'innalzarono le navate laterali tanto da comprenderle nel prolungamento della stessa falda del tetto che copriva la navata centrale.
Durante i restauri operati negli anni 1959 - 60 fu soppresso l'antico altarino in muratura di pietra intonacata dentro al quale è stato trovato un reliquario d'argento circondato da una scritta cufica beneaugurante, forse prezioso dono della Principessa alla Chiesa in costruzione, e fu rifatto il pavimento. La facciata ha semplicissimo prospetto che avvia il tetto spiovente a due falde e su cui si aprono tre portali che immettono nelle tre navi della Chiesa; in cima un campaniletto a vela.